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La Legge sul crowdfunding in Italia

Il finanziamento collettivo è una forma di finanziamento spontaneo che in tutto il mondo non è regolamentato da leggi appositamente redatte; è un business basato sulla fiducia reciproca e che trova il suo successo nelle idee e nell'originalità dei progetti. Tuttavia, per quel che riguarda i progetti italiani di crowdfunding, in Italia è stata varata una Legge – del tutto pioneristica in Europa – che regolamenta in particolar modo le piattaforme di crowdfunding "equity based".

La normativa sul crowdfunding

La Legge n. 221 del 17 dicembre 2012 (conversione del Decreto Crescita 2.0, D.L. n. 179 del 18 ottobre 2012) regolamenta, nello specifico, le start-up innovative che possono offrire i propri progetti e strumenti finanziari anche attraverso portali di trading on-line sul modello "equity based" e con l'acquisto di quote di partecipazione. Le imprese devono essere iscritte nella sezione speciale del Registro delle imprese presso le Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura territoriali di competenza. Il procedimento è regolato dalla Consob, la Commissione di Sorveglianza della Borsa Italiana.

L'Italia è la prima a regolamentare un settore che necessita di essere organizzato per potersi sviluppare; si tratta di una legge che è ben vista anche dal Crowdfund Capital Advisors statunitense che da tempo sostiene l'approvazione di una norma ad hoc anche negli U.S.A.

I progetti italiani di crowdfunding

Uno dei vantaggi del crowdfunding è quello di poter operare senza confini territoriali, vale a dire che sia i finanziatori che i "progettisti" possono iscriversi a qualsiasi piattaforma nazionale e internazionale per la raccolta di fondi. Nel Rapporto 2013 redatto da Daniela Castrataro e Ivana Pais, risultano 150 progetti italiani presenti su diverse piattaforme internazionali; il dato resta comunque incerto perché non è escluso che alcuni siti con sede all'estero non siano in realtà gestiti da italiani, così come diverse piattaforme estere non prevedono la possibilità di iscriversi dall'estero. Ecco alcuni siti italiani che ospitano progetti di natura diversa:

  • Produzioni dal basso: fondata nel 2005 da Angelo Rindone, piattaforma generalista e gratuita, le proposte sono gestite in autonomia.
  • Kapipal: fondata nel 2009 da Alberto Falossi, specializzato nel finanziare progetti personali come compleanni, liste di nozze e simili.
  • Eppela: fondata nel 2011 da Nicola Lencioni, permette di finanziare progetti innovativi e creativi di arte, cinema, tecnologia, design, musica, fumetto, scrittura, moda.
  • Starteed: fondata nel 2012 da Claudio Bedino, permette di seguire tutte le fasi dallo sviluppo alla vendita del prodotto sullo stesso sito.
  • De Revolutione: fondata nel 2012 da Roberto Esposito è dedicata a per petizioni e raccolte firme per progetti e iniziative di interesse comune.
  • MusicRaiser. Fondata nel 2012 da Giovanni Gulino (cantante dei "Marta sui Tubi") e la producer Tania Varuni, accetta progetti per la raccolta fondi per dischi, tour promozionali, videoclip, concerti, festival.
  • Com-unity: nata nel 2013 è prima piattaforma di proprietà della Banca Interprovinciale Spa e sviluppato dalla società di consulenza Studio SCOA. Ospita progetti in ambito umanitario, sociale, culturale e scientifico. L'iter di approvazione del progetto e la raccolta fondi sono vincolanti e le somme donate ai singoli progetti sono gestiti dalla Banca.

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