Anatocismo bancario
Anatocismo bancario

Anatocismo bancario. Ancora una conferma dell'illegittimità

Un ulteriore decisione giudiziaria a favore dei correntisti e che conferma, se mai ce ne fosse ancora bisogno, la prassi illecita delle banche di praticare l'anatocismo su tutti i rapporti intercorrenti tra esse e i clienti. Con il termine anatocismo ci si riferisce al costo del denaro quando si chiede un prestito bancario. L’anatocismo si ha tutte le volte in cui sugli interessi vengono calcolati nuovi interessi a danno del cliente. Oltre i tassi pubblicizzati per legge, il costo reale pagato dal cliente (quindi anche gli interessi sugli interessi) non si trova esposto nei contratti di mutuo e prestito, ed è molto più alto di quello che può essere ricavato dall’indicazione di Tag e Taeg.

L’anatocismo, infatti, moltiplica gli interessi sul debito perché ad ogni scadenza di pagamento vengono sommati anche gli interessi che già sono stati pagati alla scadenza e che faranno parte integrante del capitale nel nuovo trimestre o a seconda dei casi nel nuovo semestre, e su questi si aggiungeranno nuovi interessi passivi. Quindi, semplicemente, l’anatocismo sono gli interessi sugli interessi. Questa è una pratica vietata dalla legge ma è stata una pratica abitualmente messa in atto dalle banche.

Quanto detto, vale analogamente per i contratti di mutuo, laddove ogni rata scaduta e non pagata comporta l’aggravio di interessi moratori che verranno calcolati sull’intera rata scaduta già comprensiva però di interessi convenzionali. Le pronunce giurisprudenziali sulla questione sono, ormai, all’ordine del giorno e la più recente, appunto, è l’ordinanza del luglio 2015 del Tribunale di Biella la quale, facendo un generico riferimento alla legge di stabilità del 2013 ha stabilito che a partire dal primo gennaio 2014 è vietata la pratica dell’anatocismo. In sostanza, il divieto di anatocismo, ha affermato il tribunale, “è già operativo e obbliga gli istituti di credito a calcolare gli interessi del mutuo solo sulla sorte capitale e non sull’intera rata che è già maggiorata degli interessi convenzionali maturati.

Ogni volta che l'istituto di credito applica interessi moratori non solo sulla sorte capitale ma anche sugli interessi convenzionali già maturati e calcolati, il tasso applicato concretamente su quella rata diviene un tasso usuraio”. Le conseguenze a quest’ordine di cose non sono di poco conto. Là dove in un mutuo o in un conto corrente venga riscontrata anche l’usura, il contratto di mutuo, e non solo questo, si trasforma da contratto a titolo oneroso in un contratto a titolo gratuito ex art. 1815 c.c. Quindi è importante verificare, congiuntamente all’anatocismo, anche se c’è stata usura, in ogni tipo di rapporto intrattenuto con la banca.

Laddove venisse riscontrato in un qualsiasi rapporto bancario a seguito di un’approfondita analisi su anatocismo, il cittadino potrebbe agire tramite denuncia per usura contro la banca chiedendo addirittura la sospensione di tutte le eventuali attività esecutive, ivi comprese quelle azionate dalla banca per la durata di un anno. Tale sospensione, secondo un'importante e recente sentenza della Corte Costituzionale non è affatto discrezionale ma vincolante.


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