Estintori
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Estintori sui luoghi di lavoro: quanti e quali tipi esistono?

Ormai diffusissimi in negozi, centri commerciali, uffici, gli estintori rappresentano degli strumenti indispensabili per combattere e bloccare eventuali incendi e, in generale, per assicurare negli ambienti dove sono dislocati una garanzia di sicurezza sul lavoro a Roma ed in tutte le località italiane, dove si potrebbero creare situazioni a rischio. Gli estintori infatti servono non solo a spegnere incendi, ma anche ad evitare che essi possano propagarsi e magari minacciare vite e mandare in fumo il lavoro di anni o le proprie cose più preziose. Di diverse tipologie, forme e peso, essi quindi sono piccoli grandi strumenti capaci di salvare non solo beni materiali, ma anche vite umane. Comunque, andiamo a conoscere meglio quali e quanti generi di estintori esistono e per quali tipologie di incendi si devono utilizzare.

I vari tipi di estintore

- A polvere: a composizione salina, di uso semplice, è adatto per incendi domestici e su liquidi infiammabili e apparecchiature elettriche;

-A estinguente liquido: destinati ad incendi di oli alimentari (ma non quelli minerali) o sostanze grasse, utilizzano una soluzione di acqua e sali alcalini;

- Ad acqua: consigliati per incendi che coinvolgono legna, stoffe o carta, ma non per dispositivi elettrici, si basano sul raffreddamento del combustibile;

- Ad anidride carbonica: essendo composti da tale sostanza, il loro uso deve essere accorto, soprattutto in ambienti al chiuso. Questo è un tipo di estintore che emana una sorta di particelle di neve e viene utilizzato per incendi che colpiscono dispositivi elettrici, meccanismi delicati e gas o liquidi infiammabili;

- A schiuma: sconsigliati da utilizzare su apparecchiature elettriche (in quanto è presente dell'acqua all'interno della schiuma), tuttavia sono adatti invece su liquidi infiammabili. Questo tipo di estintore emana una sostanza che crea uno strato impermeabile, bloccando i vapori infiammabili e l'ossigeno che alimenta l'incendio.

Generalmente, nonostante la presenza di vari criteri di rischio di tali eventi in base al tipo di ambiente e di attività svolta, si richiedono almeno due estintori per piano e ciascuno ogni duecento mq di superficie, fissati al muro (se portatili) oppure carrellati.

Tipologie di incendio

Questi si distinguono anche come "Classe di fuoco", in base al genere di materiale che potrebbe essere coinvolto nell'evento. Troviamo quindi:
la
Classe A, che riguardano materiali solidi, quali plastica, legno e gomma;
la Classe B, incendi che coinvolgono liquidi infiammabili, quali alcool, benzina e gasolio;
la Classe C, eventi generati da gas infiammabili, quali metano, idrogeno e gas propano;
la Classe D, che scaturiscono da metalli infiammabili, quali magnesio, potassio e sodio;
la ex Classe E, incendi che riguardano cabine, quadri elettrici, apparecchiature e macchinari elettrici sotto tensione;
Classe F, che infine derivano da mezzi di cottura utilizzati in cucina, come oli da cucina appunto oppure grassi animali o vegetali.       


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